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OTRANTO: Il CASTELLO

Castello Aragonese di Otranto

Completamente distrutto durante l’invasione turca del 1480, il castello fu ricostruito per volere di Alfonso di Aragona, duca di Calabria, ma il suo aspetto attuale si deve soprattutto al Governo vicereale spagnolo, che resse a lungo Otranto. Della fase aragonese rimangono solo un torrione e parte delle mura.
Il castello sorge a sud-ovest della cittࠥd 蠣ircondato da un ampio fossato. La sua unica porta di accesso 蠣ollegata al centro storico tramite un ponte levatoio.
Sul portone campeggia un grande stemma di Carlo V in pietra leccese, sotto il quale ve n’era probabilmente un altro, molto pi੣colo, del quale resta solo la pietra su cui era scolpito. Accanto c’蠵n terzo stemma, quello di don Pietro da Toledo, il vicer蠣he maggiormente contribu젡l potenziamento delle fortificazioni otrantine.
Il portone d’ingresso 蠦iancheggiato da due torri cilindriche. Quella di sinistra 蠡lta 21 metri e larga 12. Il suo interno 蠍 costituito da un sotterraneo e da due piani divisi da volte a calotta in carparo. Il primo piano 蠤otato di tre cannoniere; al secondo piano due cannoniere sono poste lungo la cortina ed altre due sono collocate a destra e sinistra di una porticina che conduce al terrapieno. Sulla sommitࠤella torre c’蠬o stemma di don Pietro Giron, vicer蠤i Napoli dal 1581 al 1586, sempre in pietra leccese.
La torre di destra 蠣ollegata al portone da una cortina larga circa 14 metri. Al piano superiore 蠭unita di quattro cannoniere e reca uno stemma difficilmente attribuibile a causa della corrosione.
Il versante nord-est 蠣hiuso da un puntone alto circa 16 metri. La sua costruzione fu affidata, nel 1578, agli architetti militari Scipione Campi e Paduan Schiero, di Lecce, da Filippo II il Mendoza, preside di Terra d’Otranto. Il piazzale superiore di questa parte del castello ha prospetto munito di cannoniere e merlone. In cima, incastrati nella parete del muraglione rivolto a nord, si vedono due stemmi, quello di don Antonio Mendoza e quello di don Pietro Toledo.
Il lato ovest del castello presenta un’altra torre cilindrica. La sua parte inferiore risale al tempo di Alfonso di Aragona; quella superiore suvece di epoca successiva.
La terrazza della torre ha un diametro di dodici metri ed ospita due pilastri costruiti successivamente come stazioni di vedetta. La torre si articola in tre piani con robuste volte a calotta, ciascuna delle quali era provvista di un foro circolare, oggi chiuso, che serviva per le comunicazioni tra un piano e l’altro. Sulle pareti, spesse 5 metri, si aprono numerose cannoniere.
Nell’androne di ingresso del castello si pu௳servare, nella volta, un’apertura stretta e profonda, attraverso la quale si calava una saracinesca di ferro. Il cortile interno ha forma rettangolare. Sul fondo, una scala scoperta porta a una terrazzina che corre attorno al cortile e dalla quale si accede al piano superiore. Sulla parete a sinistra c’蠵no stemma, parzialmente corroso, appartenente forse a Scipione di Somma. Nel cortile ci sono poi una grande cisterna e un pozzo d’acqua sorgiva. A destra c’蠵na cappella dalle volte figurate.

Cannone conservato del castello aragonese (Otranto) Atrio centrale del Castello Aragonese di Otranto

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