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OTRANTO: IL MOSAICO PAVIMENTALE

Navata centrale della cattedrale di Otranto

Il mosaico copre una superficie di circa 800 metri ed Ŕ realizzato con tessere policrome di calcare locale molto duro. Commissionato nel 1163 dall’arcivescovo di Otranto Gionata, esso fu realizzato dal monaco Pantaleone, preside della facoltÓ di pittura dell'UniversitÓ di Casole. Nel mosaico Pantaleone intendeva riprodurre per immagini ci˛ che i suoi confratelli insegnavano e studiavano nel suo monastero. Egli rappresenta il momento storico di Otranto in quegli anni: qui convivevano due religioni, quella cristiana e quella ebraica, e coabitavano diverse culture.
Nella navata centrale svetta un altissimo albero della vita sorretto da una coppia di elefanti. Sui suoi rami si alternano personaggi biblici, storici, animali, angeli, diavoli, creature mostruose.
Vi sono rappresentati re Art¨ a cavallo di un capro, Caino e Abele, i mesi dello zodiaco, iscritti dentro 12 tondi, la Torre di Babele, Diana e il cervo ferito, lo Scacchiere dell’Essere, Alessandro Magno su due grifoni alati.
Nel presbiterio Pantaleone ha racchiuso tutta la storia dell’umanitÓ. Qui sono raffigurati la tentazione di Adamo ed Eva nell’Eden, un bestiario medievale racchiuso in cerchi, quattro medaglioni in cui si rappresentano la regina di Saba, re Salomone, la Sirena, il Leopardo e l’Ariete.
Nell’abside invece Pantaleone ripercorre la storia del profeta Giona. Poco distanti sono rappresentati la Caccia al cinghiale, che simboleggia probabilmente la lotta tra i cristiani e satana, e Sansone.
Nella navata destra troviamo un altro albero della vita, detto “della redenzione”. In alto cinque figure, dette “i giganti”, e poi Salomone, che regge un documento. Poco distante, il “rito del capro emissario per il gran giorno dell’espiazione” (Levitico 16,5-25). Seguono gli animali che incarnano vizi e virt¨: la Sfinge alata, simbolo dell’enigma; le Arpie, emblema della voracitÓ; il Minotauro, che rappresenta la volgaritÓ; il Cinghiale, che richiama Satana; il Lupo, che simboleggia l’eresia. Guardiano dell’albero Ŕ il Leone androcefalo, con la testa rivolta verso l’alto.
Nella navata sinistra campeggia un altro albero, detto “del Giudizio universale”, che rappresenta il Cristo giudice. Qui il mosaico Ŕ diviso in inferno e paradiso: la gioia della salvezza raggiunta e l’angoscia del peccato. Non pi¨ in termini terreni, come speranza e castigo, ma in una dimensione eterna: il Giudizio (l’angelo che pesa le anime), l’Inferno e il Paradiso.

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APPROFONDIMENTO SULLA CRIPTA

Mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto

Mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto

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