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Otranto:
Costa a Nord
Partendo dal porto di Otranto e dirigendosi verso nord troviamo
il molo S. Nicola , subito dopo le spiagge del centro del paese
con il Lido Miramare, il Lido Camillo e la spiaggia pubblica
sotto la chiesetta della Madonna dell’Altomare; subito dopo si
sviluppa un tratto di costa che ad Otranto chiamano FASCIU,
l'acqua è di un verde intenso, la scogliera alta 2-3 metri un pò
più avanti sempre verso nord il Faro della Punta collegato alla
scogliera da un ponte a nove arcate. In direzione nord la prima
spiaggia che troviamo è Porto Craulo (Corvo) caratterizzata da
spiaggia di sabbia che si alterna piccole zone di scogli
levigati e bassi, riparata dallo scirocco da alcune dune ma
scarsamente protetta dalla tramontana. Più avanti troviamo la
spiaggia della Castellana o Rocamatura (roccia molle, tenera),
cespugli di finocchio selvatico crescono spontanei a ridosso
dell'arenile che in alcuni tratti è circondato da canne, alberi
da fico e da due cachi centenari.
La spiaggetta della baia successiva è detta la Staffa è molto
frequentata da bagnanti e vi si accede da due scalette poste ai
lati. Il mare da blu scuro cambia in verde chiaro e si frange
sullo scoglio, posto a destra, separato dalla scogliera da un
piccolo istmo.
La spiaggetta è riparata da tamerici incuranti dei venti carichi
di salsedine e sette agape americane con le loro foglie carnose
ad appuntite che sembrano montare la guardia all'insenatura. Più
lunga, circa 100 mt, la successiva insenatura detta Canale del
Càfaro.
La presenza di scogli e di alghe sott'acqua, dà al mare un
colore verde-cupo. L'acqua più fredda verso la spiaggetta
testimonia la presenza di una sorgente e uno strettissimo
sentiero intorno al "Canalone" taglia quasi una folta
vegetazione di canne, fichi selvatici, lentisco e felci.
Rientranze e sporgenze caratterizzano questo tratto di di costa
caratterizzata da scogliera: tante baie, grotte, cale dai nomi
in alcuni casi molto strani come l'insenatura Cattapignula
(pipistrello). In tale insenatura una grotta abitata da
pipistrelli si può visitare (con qualche difficoltà) via mare da
un passaggio largo appena due metri.
San Pietro dei Canali è il nome di un'altra baia che troviamo
sempre verso nord. L'imboccatura di circa 20 mt si allarga
all'interno formando quasi un grande bacino riparato dai venti
di scirocco e ponente, ma sferzato dai venti di tramontana.
L'alta scogliera che lo caratterizza, 10-12 mt, invita alla
prova i tuffatori più abili. La scogliera che chiude la baia è
ricoperta da un'intricata e inaccessibile vegetazione di canne,
pini, acacie, felci e tamerici. A sinistra si può ammirare la
Masseria Cerra, isolata sul panorama costiero, dà il nome a
tutta la zona circostante.
La qualità delle acque in questa zona è eccellente, le
condizioni del mare si sono assestate su un livello di
balneazione ottimale. Insomma un mare pulitissimo.
Dopo appena 50 mt, troviamo un'altra piccola e deliziosa
insenatura la Grotta Monaca, cosiddetta perché si riparava la
foca monaca. Dalla Grotta Monaca in poi si apre un panorama
incredibile per bellezza e colori. Sapunerò, Mulino d'Acqua e
Imperia o Imperiali i nomi che la tradizione popolare ha dato a
questi luoghi. L'acqua è un arcobaleno di colori: prima chiara,
poi verde e poi blu intenso verso il largo e la sabbia trasforma
in riflessi dorati il movimento delle onde. La
scogliera è alta
a strapiombo sul mare. Il mare è inaccessibile dalle scogliere
salvo qualche pericoloso sentiero conosciuto solo dai pescatori
del posto. In alto, unico riparo, qualche muretto a secco e
alcuni cespugli di macchia mediterranea. al Sapunerò, uno
spuntone al centro alto circa 14-15 mt divide la costa in due
cale: a destra la Grotta dell'eremita nella quale si può entrare
per la presenza di scogli affioranti e a sinistra, in alto, un
invisibile ruscello segnalato da un canneto. Poco dopo si apre
la spiaggia del Mulino d'Acqua, via terra si arriva attraverso
un tunnel scavato nella roccia, poi una passerella e ancora un
tunnel.
Di seguito si giunge al Murrune, un alto costone che prende il
nome dall'omonima vicina masseria Morrone. Proseguendo sempre
verso nord una torre costiera distrutta avvisa che si è giunti
alla Baia di Santo stefano, dove si trova il Club Mediterranee.
A sinistra una grotta chiude l'insenatura della Carèula i cui
lati sono uniti da un ponte. Altri pontili e scalette rendono
più praticabili gli scogli di santo Stefano, dove si trova anche
una spiaggia. Alle spalle dell'insenatura inizia un'area
boschiva, con pinete e macchia mediterranea, vero polmone di
verde salutare, che ricopre una vasta zona costiera da Santo
Stefano sino a Sant'Andrea.
La costa degrada fino alle spiaggette di Porticeddhi e subito
dopo la piccolissima baia di Toraiello.
La pineta retrostante piena di lentisco, mirto, arbusti di
tamerice e timo che rilascia un profumo intenso, ancora si
trovano alberi di corbezzolo, e poi oleastri e la quercia
spinosa che in Puglia si trova limitatamente nel salento e nelle
Murge, ma che in Italia è una specie molto rara.
Poco dopo la piccola baia di Toraiello, si apre la Baia o Fossa
dei Turchi bellissima zona con tante calette di sabbia più o
meno grandi ma di rara bellezza e con un mare che nelle giornate
di bonaccia nulla invidia ai mari caraibici.
Dalla Baia dei Turchi fino alla Turre, lunga ed arcuata, appare
la spiaggia degli Alimini, uno degli arenili più belli e puliti
d'Italia. La folta pineta e la macchia mediterranea che arrivano
fino al mare, sembrano quasi ammantare e proteggere le dune
sabbiose esposte a tutti i venti dell'Adriatico che, anni fa non
risparmiarono il naufragio della nave Dimitrios, che ormai
relitto fa mostra di se a pochi passi dal bagnasciuga.
Proseguendo verso nord sempre percorrendo il
bellissimo e pulito
arenile degli Alimini, dove si trovano numerosi lidi attrezzati,
che in estate sono presi d'assalto dai vacanzieri, si arriva al
ponte dei Laghi Alimini che indica lo sbocco dei laghi verso il
mare. Proseguendo ancora arenile e dune con lidi attrezzati fino
alla Turre che delimita a nord il lunghissimo arenile.
Dopo la Turre troviamo Frassanito, un tratto di spiaggia
particolarmente amata dai serfisti date le favorevoli condizioni
per praticare questo sport, da questo tratto in poi la costa
sale dolcemente e diventa sempre più alta e ricoperta da una
bellissima pineta. Poco più a nord si trova Conca Specchiulla
con un tratto di costa caratterizzato da piccole e bellissime
calette di sabbia che si alternano a tratti di alta scogliera,
poco più a nord le bellissime spiagge d San Giorgio e più a nord
la baia detta La Pastiddhuzza, alla quale si accede con una
scaletta, poi la grotta della Funtaneddha (dove si trova una
sorgente di acqua dolce). Proseguendo verso nord si incontra la
Punticeddha una baia con alta scogliera a picco sul mare ma con
possibilità di accesso per la balneazione qui il mare è
bellissimo e pulitissimo. Numerosi gli anfratti, le piccole
grotte, la più grande delle quali è detta del Macaru (Mago). A
questo punto troviamo Torre Sant'Andrea, estremo lembo a nord
della costa otrantina, la costa tagliata di netto è ricoperta da
un sottile manto erboso. Qui si trova uno scoglio detto 'Mbrufico
(forse per la presenza di un fico selvatico) e subito dopo un
altro scoglio il Tafaluro, trampolino di lancio per i tuffatori
più esperti, e subito dopo la piccola e calma insenatura di
Torre sant'Andrea. Questa località balneare ha lo strano destino
di avere due padroni: la parte destra della spiaggia e della
scogliera compreso il faro posto in alto appartengono a
Melendugno; la parte sinistra, invece, al territorio di Otranto
e il mare al centro da fare da spartifeudo. Qui il mare è di un
intenso verde smeraldo, tanto verde che baia è detta "sciardieddhu"
(giardinetto). Anche su Sant'Andrea vigilava una torre del 1578
a difesa della costa. Alle spalle della costa a nord di Otranto
proprio all'altezza del lungo arenile di Alimini si trovano i
Laghi da cui l'arenile prende il nome appunto i Laghi Alimini.
Otranto: Costa a Sud
Lasciando il Porto, dopo un tratto di costa di bassa scogliera
(zona Cave), si giunge alla Gratta Palombara, cosiddetta per “la
presenza di palombi che sono ricomparsi dopo lunga assenza”. E’
una grotta preistorica e per visitarla occorre una buona dose di
coraggio in quanto è molto difficile raggiungerla sia da terra
sia da mare. A destra su di un promontorio panoramico, solitaria
ed imponente la Torre del Serpe, detta anche Cucuricco forse per
la natura pietrosa della zona. Superata la Punteddha, estrema
punta a sud della baia Palombara, dove qualche volta è stata
avvistata la foca monaca, sempre verso sud si trovano le
scogliere detta Remite e di seguito Punta Facì, superata la
quale si apre la splendida Baia delle Orte, una delle più
incantevoli della costa meridionale di Otranto.
La Baia delle Orte parte dapprima con una bassa scogliera che
poi via via si va alzando fino ad essere in alcuni punti ripida
sul mare; al centro della baia, una piccola spiaggia, Porto
Grande luogo ideale per fare il bagno quando spirano venti di
tramontana. Una piccola cala detta Casotto, a destra della
spiaggia, presenta in alto i ruderi di una costruzione dalla
quale partiva il cavo telegrafico che collegava Otranto con
Durazzo in Albania. A sinistra tanti anfratti e piccole grotte;
due in particolare attirano la nostra attenzione: la Grotta
della Piscina (come la chiamano i bagnanti del luogo), nella
quale, superato l’accesso caratterizzato da una volta molto
bassa, si ritorna a cielo aperto e ci si ritrova in una sorta di
piscina, dove il mare prende il colore di un verde intenso. Poco
più avanti la Grotta del Pastore o della Pecora. I canaloni del
lungo promontorio, le grotte e le numerose sorgenti (Fontana,
Casotto, Sciuncacchia, Fiume d’Oro) sembrano spiegare il
toponimo Orte (dal latino Orior che significa sorgere, nascere).
A chiudere verso sud la Baia delle Orte, il bianco Faro di
Punta Palascìa, detta Capo d’Otranto, il punto più
orientale
d’Italia. Il Faro della Palascìa, dal 19 docembre 2008,
ospiterà l'Osservatorio su Ecologia e Salute degli
Ecosistemi Mediterranei (ObsEco), un centro
dell'Università del Salento per lo sviluppo della
cultura ecologica che si propone di accrescere le
interconnessioni tra ricerca scientifica, amministratori
e fruitori di beni e servizi degli ecosistemi
Mediterranei. Dopo il faro della Palascìa si incontra l’Isola di
Sant’Emiliano (più che altro uno scoglio poco distante dalla
costa) scelta come area privilegiata per il riposo da numerosi
volatili acquatici. In corrispondenza dell’isola, posta in alto
sulla scogliera della terra ferma, vigila la Torre di
Sant’Emiliano costruita nella prima metà del 1500. In questa
zona è sorprendente il paesaggio con scarsa vegetazione,
caratterizzato dalla presenza di pietre, sassi, scogli di colore
bianco, un paesaggio impervio e arido ma molto suggestivo nella
sua crudezza. A pochi metri dalla costa sono visibili le polle
d’acqua dolce di numerose sorgenti di origine carsica. Superato
Sant’emiliano si giunge a Porto Badisco, anche qui una torre ora
distrutta faceva da sentinella al piccolo porticciolo. Porto
Badisco è una delle località più affascinanti di tutta la costa
di Otranto. Il mare di Porto Badisco è di un verde-blue terso,
pulitissimo e cristallino, una piccola spiaggia lunga e stretta
è l’unico posto della costa non caratterizzato da scogliera e
acque alte. |