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Istituito nel 1992
dall'Arcivescovo di Otranto Mons. Vincenzo Franco, alla
presenza del Cardinale Camillo Ruini, il Museo nasce con
la precisa esigenza di conservare e rendere fruibili
opere d'arte provenienti dalla
Cattedrale di Otranto,
ma anche da chiese e conventi appartenenti alla Diocesi.
Il Museo nasce in un bel palazzo cinquecentesco, le sale
del pianterreno ospitano il lapidario, ed un vasto
campionario di scultura in pietra leccese racconta come
si scolpiva nel Salento tra il XVI e il XVIII secolo.
Tra le opere di maggior pregio sono da segnalare una
coppia di colonne tortili animate da quel gusto fastoso
e ridondante dell'arte barocca nostrana e, soprattutto,
nell'ultima saletta, l'ottagono fonte battesimale
istoriato con scene tratte dall'Antico e dal Nuovo
Testamento, commentate da epigrafi latine di classico
sapore umanistico.
Sempre al pianterreno si possono ammirare una vasta
serie di statue barocche, una bella lastra
rinascimentale con una coppia di angeli ceroferari e poi
ancora capitelli, fregi, una campana ottocentesca e
persino un'interessante epigrafe tombale del III secolo
con iscrizioni greche ed ebraiche.
Ai piani superiori tra pannelli esplicativi e
riproduzioni che raccontano l'eccidio di Otranto del
1480, sono esposte tele, pergamene, argenti e sontuosi
paramenti liturgici a cui fu demandato il compito di
esaltare il ruolo dei vescovi idruntini; pregevolissimo
è il piviale bianco di mons. Francesco Maria De Aste
(1690-1719).
Di grande interesse sono poi i resti di un mosaico
pavimentale romano del IV-V secolo rinvenuti sotto il
mosaico di Pantaleone durante i lavori di restauro del
1992. |